IL C9 INTERVIENE NEL DIBATTITO "DOPO I 16 ANNI BASTA SPORT"

Ringraziamo il Quotidiano L'Adige che ieri 11/12/2019 ha dedicato un articolo al nostro punto di vista sul tema "abbandono dello sport dopo i 16 anni"

Ecco le nostre riflessioni...

Abbiamo letto, con interesse, l'articolo che l'Adige ha dedicato al tema dell'abbandono dello sport dopo i sedici anni, riportando i risultati dell'indagine condotta dal Coni in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia.

Perché i ragazzi abbandonano lo sport e, in particolare, la pallavolo? Le cause, come evidenziato nell'articolo, sono molteplici: impegni di studio, perdita di motivazioni, poco feeling con l'allenatore....Ma l'indagine, per quella che è la nostra esperienza, sembra dimenticare una delle cause principali dell'abbandono, una causa che facciamo fatica a riconoscere anche perché provoca, inevitabilmente, un senso di colpa a noi "addetti ai lavori".

Ci riferiamo alla mancanza di squadre in grado di accogliere e dare spazio ai tanti atleti che, per qualità tecniche e per doti fisiche, non rientrano tra quelli che possano ambire a giocare nei campionati maggiori ma che hanno ancora tanta passione e tanta voglia di stare sottorete.

Su questo aspetto la Pallavolo C9 lavora da anni con grande impegno, cercando, all'inizio di ogni stagione, di formare il più grande numero di squadre possibile: quest'anno, per esempio, nel solo settore femminile, sono ben tre le squadre iscritte al campionato provinciale di terza divisione a cui si aggiungono le cosiddette "squadre B" iscritte nei campionati Fipav e nei tornei del CSI (Centro Sportivo Italiano).

Purtroppo però l'impegno non è sufficiente. È necessario investire molte risorse finanziarie e umane in questo progetto. Ogni squadra richiede un allenatore motivato, un dirigente/genitore disponibile, segnapunti, divise da gioco e da allenamento, palestre da utilizzare per gli allenamenti e per le partite, tasse di iscrizione, costi di assicurazione. Ciò significa che ogni gruppo finisce per sottrarre importanti risorse alle squadre maggiori e a quelle più performanti. Se la Pallavolo C9 decidesse di puntare su una sola squadra per ciascuna categoria, molto probabilmente, in pochi anni, potrebbe ottenere risultati importanti in ciascuna di esse. Ma la nostra società ha un diverso obbiettivo: non possiamo dimenticarci di essere un'ASD, un Associazione Sportiva Dilettantistica. Ci consideriamo, prima di tutto, una fabbrica di buoni cittadini per cui, senza negare che anche a noi piace primeggiare nei campionati provinciali o lottare alla pari con i campioni del mondo della Trentino Volley, siamo orgogliosi dell'impostazione che ci siamo dati. Con rammarico però sottolineiamo che, in questi anni, nè il CONI nè la FIPAV nè la Provincia, hanno fatto abbastanza per sostenere finanziariamente questo tipo di impostazione, al punto che diventa davvero sempre più difficoltoso portarla avanti. Ecco quindi un primo spunto di riflessione: è così difficile trovare un modo per supportare le società sportive che lavorano in maniera efficace per contrastare il fenomeno dell'abbandono precoce?

Per la cronaca, grazie alla generosità di alcune aziende private particolarmente attente al territorio e al benessere sociale dei suoi cittadini, come, in primo luogo, la Cassa Rurale Altogarda, il Gruppo Pregis, CBA Group, AQUAFIL SPA e DANA SPA, la Pallavolo C9 è riuscita a realizzare qualcosa di importante e con più di 400 tesserati, in termini numerici, è oggi una delle più grandi realtà sportive della regione.

Sul tema dell'abbandono prematuro un ruolo di prim'ordine dovrebbero giocarlo anche le campagne promozionali e pubblicitarie ma anche in questo campo si stanno facendo alcuni errori di impostazione. Secondo noi, utilizzare i grandi campioni per invitare i ragazzi a non abbandonare l'attività agonistica è poco utile: che efficacia può avere, in tal senso, un messaggio di Simone Giannelli piuttosto che di Pippo Lanza? C'è forse qualcuno che, con le doti fisiche ed atletiche di Leon, pensa di abbandonare lo sport? Noi riteniamo che, con un po' di creatività si possa essere più originali e più efficaci.

Così come andrebbe rivisto anche l'approccio delle società sportive con il mondo della scuola. Se l'obbiettivo è quello di entrare per "rubarsi" gli studenti più talentuosi meglio lasciar perdere. Più importante sarebbe ricordare ai nostri ragazzi che non è mai troppo tardi per iniziare a giocare a pallavolo. Ma per essere credibili dobbiamo poter essere pronti ad accogliere e a formare giocatori che toccano il primo pallone a quattordici anni....E così si ritorna al primo punto.

Se davvero non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita forse è arrivata l'ora di passare dalle indagini ai fatti: tante ASD come la nostra sono disponibili a collaborare con CONI, FIPAV e PROVINCIA per invertire la tendenza e aspettano solo un segno dalle istituzioni stesse.

Il direttivo della Pallavolo C9 Arco Riva